003 M’ Arcordo….. quando andavo al cine con la mi’ mamma.. (ricordo in due tempi)

Andavo al cine con la mi’ mamma tutte le domeniche. Arrivavamo puntualissimi, alle due del pomeriggio per il primo spettacolo: quasi sempre al Cinema Iris. La Liliana Testerini, moglie di Libero troneggiava da dietro il banco della biglietteria; mi sembrava che lei fosse li solo per noi ad aspettarci. Quando si entrava in platea la sala era vuota o quasi e noi ci sedevamo sempre al solito posto. Penso che questa tradizione inizio’ verso il 1946, dopo che il cinema era stato riparato dai danni della guerra.

Verso il 1946 cominciarono ad arrivati in Italia molti di quei quei film americani, che erano rimasti bloccati oltreoceano per piu’ di sei anni di guerra. Ricordo come mia madre aspettava “Via col vento”, di cui aveva sentito parlare. Era gelosa della cugina Rina che l’ aveva gia’ visto a Roma anche se era in inglese. Mia mamma dovette aspettare fino al 1953 per vederlo. Lei mi portava a veder di tutto, e certe volte i risultati non erano buoni: “il Fantasma dell’ Opera” venne a trovarmi per lungo tempo con terribili incubi. Come tutti i bambini preferivo i film d’ avventura. Se era un film di pirati, avrei pirateggiato fino alla domenica successiva, se c’ era un cavaliere medioevale od un cow boy avrei cavalcato una sedia in salotto per giorni a venire e cosi via. Purtroppo se era un film drammatico e lacrimoso con Yvonne Samson ed Amedeo Nazzari c’ era ben poco da fare. Poi venne “Giovanna d’ Arco”, quello con Ingrid Bergman. Era l’ anno del terremoto e eravamo sfollati dai nostri parenti della  Pieve Vecchia (quello che oggi e’ l’ Oroscopo). C’ era una sola cosa da fare: un rogo. Preparai la pira, ma chi potevo bruciare? Trovai presto la vittima: un vecchio orsacchiotto, era spelacchiato e mi stava antipatico. Ricordo che nella sua fumosa agonia fece un gran puzzo, che attiro’ l’ attenzione e le ire di molti.

Mia madre preferiva le storie d’ amore, quelle che la facevano piangere, prima di risolversi dopo tanti ostacoli e dove i cattivi alla fine venivano puniti ed i belli e buoni finalmente si ritrovavano, erano le preferite. La famosa frase, che son sicuro non era solo la sua, era: “Era un film bellissimo, ho pianto tanto!” Le sue lacrime erano la misura del successo.

Il suo attore preferito era Clark Gable. Molti, molti anni piu’ tardi, gia’ vedova da anni e mi veniva a trovare in America, comincio’ a raccontarme della sua gioventu’, scopri’ che c’ era una ragione recondita per questa sua predilezione: Clark rassomigliava a Beppe, il suo primo, grande e perduto amore. Scopri allora che lai aveva nella sua borsa una foto del mi’ babbo ed anche una di Bebbe, anche lui era morto, lontano in Sud Africa. Forse si considerava doppiamente vedova? L’ aveva perdonato in absentia? Era vero, gli assomigliava. In gioventu’ la mi’ mamma era bella e forse era stato proprio l’ infame Beppe, che l’ aveva lasciata per andarsene volontariamente in Abissinia, a dirle che lei assomigliava a Marlene Dietrich, e lei ci credeva.

Il mi’ babbo non era cosi appassionato di cinema e, quando c’ era, preferiva andare alla partita di calcio, Ma qualche volta durante la settimana mi partava al cine dopo cena,  I film preferiti erano quelli di Tarzan, di Stanlio ed Ollio, di Gianni e Pinotto, film di pirati, della legione straniera, degli indiani e cowboys. Fu interessante per me, che venendo anni dopo in America, scoprii che quegli attori che avevo sentito parlare in italiano, in realta’ parlavano inglese, per la prima volta sentti la loro vera voce. I piu’ difficili da accettare furono Stanlio e Ollio. Occasionalmente c’ erano anche documentari, spesso spedizioni nell’ Africa nera. Era l’ unica occasione per vedere donne col seno scoperto, che emozione! Penso che cominciai ad andare al cine da solo quando avevo 11 anni.

Non mi fu mai imposta nessun tipo di censura, potevo veder tutto, eccetto quelli che erano “proibiti ai minori di 16 anni”. O forse era 18? Non mi ricordo. I miei non erano interssati a quello che scrivevano i preti nella bacheca fuori della porta del duomo, dove indicavano se un film si poteva o non si poteva vedere. Sansepolcro non era in Sicilia, e i preti del Borgo non avevano il potere di quello di “Cinema Paradiso”. 

Mio nonno raccontava, e penso che questo sia successo all’ inizio del secolo, che durante una fiera, forse proprio quella di Mezza-Quaresima, avevano montato un cinema sotto una tenda. Il film muto che mostravano era breve e semplice nella sua storia: un prete che andava a letto con la sua serva. Secondo quello che ho sentito dire, il primo cinema del Borgo, penso ai tempi della Prima Guerra Mondiale, dove ci furono delle proiezione di film muti, era una modesta sala accanto al Caffe’ Nazionale, quello che era attaccato al teatro Dante, credo che fosse stata l’ iniziativa d’ uno degli ultimi Pacchi (forse Plinio?).

Poi venne il Testerini (Marco?) il babbo di Libero, che negli anni 20 affitto’  la vecchia chiesa sconsacrata di Santa Chiara trasformandola in un cinema. Poco prima della guerra costrui il nuovo Cinema Iris, proprio fuori Porta Fiorentina, angolo Viale Diaz con il Viale della Stazione.  Avevo da sempre sentito parlare della tragica storia di Iris, uccisa nel 1919 (?) da un fidanzato ingiustamente geloso. Il padre aveva voluto immortalare questo caro nome con quello del suo modernissimo cinema. Era un edificio moderno e ben funzionale.  L’ ingresso con la biglietteria era sull’ angolo dell’ edificio davanti all’ incrocio dei due viali. Come ho gia’ detto la Liliana troneggiava come una regina. Era famosa per le caramelle che dava come resto, il valore dato a queste era di 10 lire. Si entrava nella grande sala, la platea, da ambo i lati della biglietteria, ed al secondo piano c’ era la galleria, alla quale si accedeva con due grandi scale laterali. Credo che il biglietto per la galleria fosse piu’ caro. Le file piu’ in alto di questa erano chiamate la “piccionaia”, dove chi aveva la compagna giusta e sportiva andava a pomiciare, ma questo per me accadde molti anni piu’ tardi. Un’ amica mi ha ricordato che le mamme dicevano alle loro figlie che quelle che andavano in piccionaia erano citte poco serie. L’ ultima fila, quella piu’ in alto era la piu’ ricercata.  Occasionalmente c’ erano spettacoli di varieta’, di cantanti locali, incontri di pugilato con Zillone ed i veglioni, Verso il’54 arrivo’ dall’ America la grande novita’ visiva: il Cinemascope. Libero investi subito in questo nuovo sistema, credo che la dimensione della pellicola fosse passata da mm.35 a mm.70, l’immagine nel grande schermo era molto piu’ grande. Il tutto mi sembro’affascinante e bellissimo e poi questi film erano sempre a colori. Ma poi arrivo’ la rivoluzione: la televisione, e le cose cambiarono, rapidamente. Nel 1954 non c’ erano molti televisori in giro. Chi aveva un amico con la televisione era fortunato. I bar furono fra i primi ad installare i televisori e questo comincio’ ad erodere, anche se lentamente, il numero della gente che andava al cine. Con gelosia si guardavano quei tetti con l’ antenna. C’ era in giro la storia d’ uno di Porta Romana che si era fatto montare un’ antenna nel tetto, senza avere il televisore. Fu allora che io cominciai ad andare all’ Azione Cattolica di Don Giacomo al palazzo Graziani, solo perche’ c’ era la televisione, il resto delle attivita’ non mi interessavano. Verso la fine del ’55 arrivo’ Mike Buongiorno con “Lascia e Raddoppia”.  In poche settimane divenne un fenomeno nazionale: tutti, ogni giovedi sera, dovevano vedere il programma, le strade si svuotarono, tutti a vedere gli esperti che sapevano tutto. E Libero Testerini ebbe un’ altr’ idea: mettere un televisore nella platea del cinema Iris, quasi al livello dello schermo e cosi ogni giovedi sera riempi il cinema. Si cercava di arrivare molto in anticipo per essere il piu’ vicino possibile. Poi venne il turno del “Il Musichiere”, mi sembra che fosse la domenica sera, e fu un altro gran successo di presenze. Questo fu un breve  momento di simbiosi fra il cinema e la televisione. Sul lato del cinema che costeggiava l’ inizio del Viale della Stazione c’ era il barrino d’ Egidio. Credo che il nome ufficiale fosse “Bar Iris” ma tutti lo conoscevano per il nome di Egidio, marito della Kilde. La Kilde Testerini, sorella di Libero, era amica della mi’ mamma e mi piaceva quel nome strano. Egidio faceva un ottimo gelato. Alcuni preferivano quello di Gerasmo, due veri partiti, un’ ultima fase di guelfi e ghibellini? Quelle che era particolare del barrino che aveva un banco posteriore chiuso da battenti, che venivano aperti e davano direttamente all’ interno del cinema, quando questo era aperto. Cosi fra il primo ed il secondo tempo si poteva correre alla “buca” e prendere un gelato, senza uscire. Sull’ altro lato del cinema, dalla parte del Piazzone c’ era il guardiano delle biciclette. Quelli che venivano al Borgo dalla campagna potevano lasciarla al custode che, credo per 10 lire, la custudiva per tutto il pomeriggio. Ricordo questo grande ammasso di biciclette e mi domandavo come ognuno potesse ritrovare la sua: uno dei grandi misteri della vita.

Fine del Primo Tempo

3 Risposte to “003 M’ Arcordo….. quando andavo al cine con la mi’ mamma.. (ricordo in due tempi)”

  1. claudio Says:

    Libero,Liliana,cinema IRIS,Torquato,Tonino(il mi babbo)la Kilda,il Gaburri e le su fugliole Betty Patrizia e Francesca (le cugine)mi sa che siamo parenti.Marco la Frida e io Claudio nati in Luca Pacioli.il mio cell. se ti fa piacere 3338305841.Ci conto

  2. Gerardo Says:

    Il guardiano delle biciclette era uno proveniente da una famiglia di Cospaia : zoppicava un po’: per riconoscere le bici dava una contromarca con il numero ed era ben organizzato. Ero un cliente abituale ma mi sfugge il nome.

    • Fausto Braganti Says:

      Grazie Gerardo, non me n’arcordo del guardiano, m’arcordo solo quella catasta di biciclette, e sempre mi domandava ma come fanno a riconoscerle.

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