016 M’ Arcordo… quando s’andava a veglia.

            Quand’ero picino s’andava a veglia, e la gente arcontava le storie ed io stavo zitto e bono ed ascoltavo, allora non avevo molto da dire.

            D’inverno s’andava a veglia a case dei perenti, o dei vicini, e se questi avevano il camino si formava un semicerchio intorno al foco. Spesso si dividevano due gruppi: quello degli uomini e quello delle donne. Sotto le feste di Natale e a carnevale s’arrostivano le castagne o facevano le castagnole e se beveva la canaiola. Spesso si giocava a tombola o al mercante in fiera. Ero tristissimo se non vincevo almeno 10 lire.  Ma la grande attivitá rimaneve quella del raccontare. Credo che proprio allora ho imparato ad apprezzare l’importanza del ricordo ed anche il rischio di miticizzare. <<Ai miei tempi…>> era il tipico inizio del racconto ed in qualche maniera c’era l’impressione che quelli fossero tempi migliori. Quante volte ho sentito:<<Se stava meglio quando se stava peggio!>> ed io rimuginavo <<Ma cosa vuol dire?>> Mi sembravan tutti così vecchi.

            Si parlava spesso della guerra passata da poco o altre guerre più lontane, poi a secondo la stagione si discuteva di caccia, di calcio o di ciclismo, e quasi mai di politica. Immagino che ci saranno stati altri argomenti ma non ne ho chiara memoria.

            Spesso io chiedevo al mi’ babbo di riraccontare della Libia e della piccola guerra dimenticata, si fa per dire, che aveva combattuto contro i ribelli del Gran Senusso nel 1924-25. Nei libri non compare quasi mai;  è forse in qualche nota a fondo pagina e viene identificata come “Campagna della Riconquista della Libia”.  Io conoscevo la storia benissimo, e non era mai stanco di risentirla. Tutto era cosi chiaro nella mia mente che mi sembrava che c’ero stato anch’io.  In sua assenza l’avrei potutata narrare, ma non sarebbe stata la stessa cosa. ‘l mi’ babbo aveva il vantaggio di poterla arricchire ogni volta con qualche qualche piccolo dettaglio, senza cambiarne il contenuto. Il fatto che in due anni sparó solo un colpo di moschetto di notte a casaccio nel buio non ebbe mai variazioni, ed allora mai diceva d’aver assistito ad un’impiccagione. Questo lo appresi solo molti anni più tardi, quando ero grande.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Misurata Marina – Libia, 1925. Renato Braganti, primo a destra

            Furono in molti quelli del Borgo, tutta la leva del 1904, che andarono in Libia. ‘l mi’ babbo diceva che all’inizio del 1924 ci furono delle elezioni, forse comunali, non so, e a Sansepocro i socialisti vinsero, nonostante Mussolini fosse stato al potere da più d’un anno. Vorrei proprio sapere se questo dettaglio sia vero. Così per punizione assieme ai sui coetanei, lui, che era già inscritto al partito fascista, si trovó in una nave con destinazione Tripoli. Molti di loro, come ‘l mi’ babbo, non avevano mai visto il mare. Appena sbarcati i Borghesi, assieme ad altri conscritti di città rosse furuno messi in fila lungo il molo ed un ufficiale cominció a berciare ed ad isultarli, chiamandoli sovversivi e bolscevici e promettendo loro gavette piene di sabbia. ‘l mi’ babbo, che aveva il diploma della scuola tecnica, presto divenne caporal maggiore e se la cavò bene, a parte il tifo. Ma questa è un’altra storia.

            E quante storie come questa ho sentito narrare: storie di gente semplice, storie di guerre varie e di posti esotici e lontani, e non ho mai incontrato un eroe, solo dei sopravvisuti. Il fatto che erano li e raccontavano voleva dire che ce l’avevano fatta e questo era sufficente. Ma c’erano anche i momenti di malinconia, quando si sentiva la mancanza di che non era tornato.

            Poi venne la televisione…

            Queste mie pagine in qualche maniera mi hanno fatto sentire come se fossi andato a veglia con voi tutti, amici lettori. Sembra quasi impossibile, ma son passati sei mesi dal primo “M’arcordo” dove non ho arcordato niente, ma ho solo dato un’idea di quello che intendevo fare. Ricordate? La memoria individuale, la memoria collettiva? Va be’, é ora di fare on po’ il punto della situazione, di tutte queste sere passate a veglia, e’ ora di ricapitolare.   

            Grazie al Ghiozzo ho pubblicato 15 memorie e ne ho iniziate almeno un’altra diecina, che stanno li, da qualche parte, nel “M’arcordo” del computer. Prima o poi le finiró. Lo prometto e vorrei fare anche una serie di personaggi.

            Poi ho impostato un mio blog, Biturgus, dove ho riedito le stesse pagine già comparse nel Ghiozzo. Purtroppo non son molto bravo nell’impostare questo sito. Sto imparando, lentamente.

            L’obbittivo finale, seguendo le orme d’Arduino Brizzi, sarebbe quello di farne un libro. Vedremo.

            E’ stata per me, e spero che continui ad essere in futuro, un’esperienza positiva. Non solo ricordando ho rivissuto il mio passato, ma ho anche ritrovare tanti cari amici. Amici, che pensavo si fossero perduti nel tempo e nello spazio, si son fatti vivi. Da alcuni di loro ho avuto incoraggiamenti, correzioni e suggerimenti, che spesso  si son poi sviluppate in storie. Grazie! Alcuni di loro hanno scritto i loro “M’arcordo..” Per me é certo stata la parte migliore di questa esperienza.; ma c’é sempre un lato triste, quello di sapere e costatare che ci son tanti che ci han lasciato.

            C’è stato anche un aspetto inaspettato in questa esperienza. Mi ha permesso di liberarmi di segreti che tenevo nascosti entro di me. Per esempio, quando ho scritto il “M’arcordo… quando s’andava al cine”, ho potuto narrare di quando un amico di famiglia, ben conosciuto da tutti al Borgo, ha cercato di toccarmi e farsi toccare al cinema Dante. Per più di 50 anni non ho nascosto questo incontro, come se fosse stata colpa mia. Mi son sentito subito più leggero. Grazie per avermi ascoltato.

            Domenica scorsa Vasco, un amico di San Giustino proprietario d’un ristorante a Londra, dove abita da una vita. é passato qui da me, purtroppo per solo poche ore. E’ sempre bello riscoprire d’avere tanti amici in comune. Vasco ritornava dal Maine con la moglie e con una coppia inglese, per continuare nella direzione di New York. Mi ha detto che una persona del Borgo che lavora con lui a Londra, leggeva il Ghiozzo e che regolarmente seguiva i miei “M’Arcordo..” e questo mi ha fatto gran piacere.

 

            Grazie a tutti voi che siete venuti a veglia, e …

… se ve pieci, artorneteci, ve prometto che n’arconto d’altre, ma ‘n ve scordete de di’ le vostre e ‘na volta che artorno al Borgo ci s’artrova e se mangia le castagnole e se s’emputano ‘ntu la gola, se mandan giù co’ la canaiola

 

18 settembre 2008, Marblehead, MA USA      

I vostri commenti e correzioni a possibili inesattezze, scherzi della memoria, saranno apprezzati. Assieme possiamo ricostruire questo grande mosaico borghese. Mi raccomando, scrivete! Fausto Braganti      

ftbraganti@verizon.net

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