25A M’Arcordo…il nonno Ulisse (di Giovanni Acquisti)

 M’Arcordo…il nonno Ulisse (di Giovanni Acquisti)

 

 Fiume Piave, 4 novembre 1918

 

La vita di ognuno di noi è un groviglio di episodi, a volte difficile da districare, altre talmente facile che basta tirare un capo del filo e tutto appare come un piatto susseguirsi di fatti in ordine cronologico. C’è chi impiega più di cento anni per morire e c’è chi vive con tale intensità che alla sua morte i suoi anni trenta o cento che siano ci sembrano comunque troppo pochi.

Tanti soldati sono morti nella Grande Guerra e molti di loro non hanno avuto nemmeno la soddisfazione di sapere perché. Lo sapete qual’è è il grado più alto che ho visto nei Sacrari del Veneto e dintorni? Tenente Colonnello… e si i generali non muoiono mai in guerra. Oggi però è un giorno speciale, per noi Italiani è l’anniversario della vittoria, un giorno di gloria e felicità; per la nonna Esterina, la nonna di mia moglie Aidi, fino a quando è stata viva, era il giorno della sua morte civile. Aveva 26 anni e pochi giorni dopo mentre ormai aspettava il ritorno del marito con l’emozione di potergli nonno-ulisse-small1presentare finalmente quel figlio di tre anni che Lui aveva fatto appena in tempo a vedere prima di partire, le fecero visita i Carabinieri di Pieve che le comunicarono che il SOLDATO DONNINI ULISSE di Eugenio, era morto attraversando il Piave con il suo mulo. Proprio così il 4 novembre 1918, mentre stava tornando a casa, era annegato nella acque del Piave che ingrossato dalle piogge autunnali aveva smesso per un attimo di mormorare e si era presa la vita di quel giovane soldato.

Ecco, oggi il mio ricordo va a tutti i GRANDI SOLDATI che sono morti inutilmente in guerra obbedendo agli ordini di “piccoli generali” che non furono capaci nemmeno di morire combattendo. Ma permettetemi di ricordare con un po’ più d’affetto il

SOLDATO SEMPLICE DONNINI ULISSE

di Eugenio che partì per una guerra contro l’oppressore austro-ungarico di cui lui, certamente, non conosceva nemmeno l’esistenza; a quel giovane contadino di Cercetole interessava conoscere solo il tempo dell’aratura e della semina ed era l’unico sapere che poteva sfamare la sua famiglia. La Patria riconoscente lo ripagò con poche lire, (ricordo negli anni ‘70 la pensione di 30.000 lire ogni 2 mesi) io posso onorarlo con il mio ricordo a 90 anni dalla sua incredibile fine per far si che nessuno di questi GRANDI EROI venga completamente dimenticato.

                                                                                                Giovanni Acquisti

 

Sansepolcro, 4 novembre 2008

 

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