33 M’Arcordo (americano)…… a cena col (futuro) presidente Napolitano

A cena col presidente, o meglio, col futuro presidente.

Tanto per cominciare questa volta non ricordo con precisione la data essatta. So che era estate ed era molto caldo, afoso. Direi che questo incontro avvenne nel 1984 o ’85.

Come di solito la comunicazione venne direttamente dalla sede di Roma. L’ufficio delle pubbliche relazioni del nostro presidente (Umberto Nordio – Alitalia) mi comunicava che l’onorevole Giorgio Napolitano sarebbe stato di passaggio a Boston. Mi si chiedeva di incontrarlo al suo arrivo e di mettermi a sua disposizione.

Subito mi venne in mente la polemica di alcuni anni prima (1975?), quando l’allora ambasciatore americano a Roma John Volpe gli aveva rifiutato, essendo comunista,  il visto d’ingresso negli Stati Uniti. MIT lo aveva invitato a dare una conferenza e questa fu cancellata.

Ricordo benissimo che nel formulario, che a quei tempi si doveva riempire per ottenere il visto d’entrata negli Stati Uniti, anche per quello da turista, c’era una specifica domanda: “sei membro del partito comunista o sei anarchico?” Poi volevano sapere anche se avevi la tubercolosi. Nel suo caso Napolitano, essendo deputato (o forse era senatore?) comunista, non poteva rispondere negativamente alla domanda. E così gli fu rifiutato il visto. Ci furono grandi polemiche. Anche i giornali americani locali scrissero molto su quest’accaduto, anche perché John Volpe era originario di Boston ed era stato governatore del Massachusetts. Anni dopo ebbi modo d’incontrarlo in varie occasioni ed anche se fui tentato di domandagli di quel rifiuto, non ebbi mai il coraggio di farlo. 

Andai a prendere l’onorevole Napolitano all’aereoporto, il suo volo era sul tardo pomeriggio. Con me c’era il mio amico Guido Cassetta di Washington, che in quei giorni si trovava Boston per lavoro. Arrivava da una qualche localitá degli Stati Uniti, mi sembra di ricordare fosse Denver, Colorado; ma mi potrei sbagliarmi. L’incontro fu molto cordiale; all’inizio mi sembró un po’ schivo, sembrava sorpreso che da Roma mi avessero chiesto d’andarlo a prendere. Mi ripeteva che si dispiaceva del fatto che avevo di sicuro cambiato i piani per quella sera, che mi aveva disturbato. Era elegantemente vestito, mi diede subito l’impressione d’una persona raffinata. Assomigliava a qualcuno, ma a chi? Durante il breve tragitto dall’aereoporto all’hotel al centro di Boston, mi disse che voleva andare a cena in un ristorante tipico che offrisse una  buona scelta di pesce ed mi invitó, assieme a Guido, d’unirsi a lui. Ancora ripeté che in tal modo si voleva scusare per avermi scomodato.

Lo attendemmo nell’atrio dell’hotel, e non mi sembra che si dovette aspettare molto. Di li a piedi ci avviammo a “Legal Sea Food”. Non ricordo cosa ordinó, probabilmente aragosta, Boston é famosa per questa.

Ci raccontó che era stato invitato ad una serie di conferenze e dibattiti di economia e di politica internazionale con molti altri politici ed accademici venuti da varie parti del mondo. La conversazione fu piacevole e per me informativa. Guido parló di comuni amicizie, ricordando Alberto Jacoviello ed Aniello Coppola ex corrispondenti dell’Unità a Washington. 

La nostra conversazione si svolse in italiano, ma quando ci mettemmo a parlare con alcuni signori seduti al tavolo accanto, scoprii che la sua conoscenza dell’inglese era, oserei dire, perfetta, sia come grammatica e sia come pronuncia, forse un po’ britannica.

Ci disse inoltre che aveva degli incontri il giorno dopo ad Harvard o forse era MIT. Questa volta ce l’aveva fatta ad ottenere il visto!

Poi ripensandoci, ma a chi assomiglia? Ecco, ad Umberto di Savoia!

Questa  fu la mia cena con Giorgio Napolitano, futuro presidente; certo non un grande evento storico, ma almeno un buon ricordo per me.

L’ho rivisto a Roma lo scorso 2 giugno durante la parata della Festa della Repubblica. La folla ha applaudito al suo passaggio nella macchina scoperta, ma il canino mascotte dei carabinieri a cavallo ha preso più applauisi di lui. Nel pomeriggio ho visitato il giardino del Quirinale quel giorno aperto al pubblico. ‘sta volta non m’ha ’nvitato a cena, forse solo perchè non sapeva ch’ero a Roma.

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Il Quirinale

10 dicembre 2008, Marblehead, MA USA  

 

                                                                                     

I  vostri commenti e correzioni a possibili inesattezze, scherzi della memoria, saranno apprezzati. Assieme possiamo ricostruire questo grande mosaico borghese. Mi raccomando, scrivete! Fausto Braganti      

ftbraganti@verizon.net

 

 

Una Risposta to “33 M’Arcordo (americano)…… a cena col (futuro) presidente Napolitano”

  1. Giuliana Casi Says:

    ecco un altra cosa che abbiamo in comune! tu ci sei stato a cena ed io a pranzo con il presidente Napolitano; a Sansepolcro in occasione del centenario Pierfrancescano ; a quei tempi (12 Ottobre 1992 era presidente della Camera dei deputati ed io da dirigente comunale, con gli amministratori.

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