51 M’Arcordo… le Fiere de Mezza Quaresima del 2009 (40 anni dopo)

Ai primi di febbraio quando programmai questo mio ultimo viaggio per la fine di marzo non presi in considerazione quando ci sarebbero state le Fiere di Mezza Quaresima. Non ci pensai proprio, e pensare che il mio primo “M’Arcordo…” fu proprio dedicato a quest’evento.

Fu l’Anna del Piazzone che, dopo aver saputo la data della mia partenza, mi scrisse subito:

“Ma sarai al Borgo per le Fiere! Lo hai fatto apposta!”

Non era preparato ed in fondo non so se ero anche un po’ contrariato dalla notizia. Mi sarei brutalmente scontrato con la realtá del mondo dei miei “M’Arcordo…”. Su questo ci sarebbe molto da scrivere, vi risparmio le mie elucubrazioni celebrali e ritorniamo alle Fiere.

Prima di partire mi ero preparato. Ogni volta quando intraprendo questo viaggio a casa mi preparo. I miei programmi per i pochi giorni che resto al Borgo sono sempre pieni di progetti, di persone che vorrei incontrare, di cose che vorrei fare, di luoghi che vorrei rivisitare. Poi arriva il giorno di ritornare in America, sempre troppo presto, e mi accorgo che, facendo le somme, ho fatto molto di meno di quello che speravo d’aver fatto.

Lo sapevo che rivedere le Fiere non sarebbe stato la stessa cosa. Penso che l’ultima volta che c’ero stato fu nel 1968: 41 anni fa. Non solo queste son cambiate, ma sopratutto son cambiato io.

 Sono arrivato al Borgo il mercoledì pomeriggio e son subito andato a vedere i preperativi. Forse avevo l’illusione d’essere un ispettore generale. C’era un gran movimento in piazza nel preparare una elaborata fontana, anzi due, con gli zampilli e prato verde d’erba, finta. Per il resto dappertutto c’erano quelli che preparavano i banchini. Ho subito notato che lo spazio occupato era più ampio di quello che ricordavo. E fuori Porta Fiorentina non c’erano le giostre, gli autoscontri, i calciinculo e tanto meno il circo Falorni: solo banchini, tanti banchini.  Ho poi scoperto che le giostre ed i giochi erano vicino al campo sportivo.

La mattina del giovedi é cominciato con un invito, a casa di mio cugino Franco, ad una sostanziale colazione a base di porchetta e vino rosso, niente male per cominciare la prima giornata delle Fiere.  E con lo stomaco pieno sono andato al Borgo, giá progettando che avrei saltato il pranzo. Poi non ho mantenuto la mia promessa, per pranzo ho mangiato la trippa e per cene le centopelli. Credetemi ho poi dormito benissimo.

Sono arrivato da in fondo al Piazzone, venendo dalla parte del cimitero. Le prime bancherelle erano quelle dei venditori di uccellini, di cuccioli e di pesci rossi. Poi lungo il viale di Porta Fiorentina sono cominciati i venditori di cibi vari, porchette, brigidini, piadine, croccanti di tutti i tipi e tante chincaglierie. Ho notato dei venditori di frutta candita, forse erano siciliani. Ecco una prima novitá, gli interessi si sono allargati.

Venditore romagnoli di fichi secchi

Venditore romagnoli di fichi secchi

 

 

Sotto l’arco di Porta Fiorentina c’era un venditore di fichi secchi e di datteri; almeno questa tradizione si é mantenuta. Potevo ancora chiamarle come mio nonno: le Fiere dei Fichi Secchi. Infatti i ficai erano romagnoli. Marito e moglie si vantavano d’essere venuti al Borgo per 41 anni di seguito, senza perdere nessuna fiera.

Mi sembrava che in generale ci fosse meno gente. Ripensandoci i ragazzi erano a scuola, sarebbero comparsi nel pomeriggio.

Quando sono arrivato in piazza le fontane erano in funzione. Una più grande al centro quadrata con tanti zampilli che lanciavano in aria dei getti d’acqua, con delle pompe rimandavano l’acqua ad un’altra fontana un po’ piu in alto, dal lato della banca. Questa aveva solo un gran getto al centro e lungo un canaletto di scolo l’acqua defluiva a quella più in basso. Tanta la gente intorno che ammirava l’opera e subito ho sentito commenti di quelli che volevano che il comune costruisse una fontana permanente in mezzo la piazza. L’idea credo non sia di buon gradimento da parte dei balestrieri.

Fontana in Piazza di Berta

Fontana in Piazza di Berta

 

Non ho saputo resistere alla tentazione di aggiungere quello che mi sembrava mancasse. M’é parso che fosse il mio dovere. La vasca con tutta quell’acqua zampillante era bella, mancavano solo i pesci. Ma i pesci li avevo visti prima in uno di quei banchini in fondo al Piazzone. Cosi ho rifatto tutta la strada a ritroso e ne ho comprati quattro. Mi son fatto mettere il sacchetto di plastica dei  pesci in uno di carta, non volevo che si vedessero. Ritornando verso piazza ho incontrato Roberto, uno dei miei compagni della colazione colla porchetta. Questi mi ha domandato cos’avessi comprato e quando gli ho mostrato i pesci e gli ho confidato le mie intenzioni mi é parso molto sorpreso. Mi ha guardato, forse ha pensato ch’ero un po’ matto. Arrivato sul luogo ho trovato degli amici ed ho chiesto loro di farmi da muro mentre gettavo i pesci nella fontana. La mia soddisfazione d’avere donato loro molto più spazio per nuotare é portroppo durata ben poco. Li ho seguiti per un po’ mentre vagavano in giro, forse sorpresi di tanto spazio. L’acqua era spumeggiante per gli zampilli che ricadevano fragorosi, ma poi li ho subito persi di vista. C’erano alcuni bambini, che avevano visto quello che avevo fatto, ed anche loro cercavano di seguire il loro movimenti:

“C’é troppa schiuma!” ha detto uno di loro, forse sperando ancora che si fossero nascosti.

Non li abbiamo più visti. Allora ho capito che la mia non era stata una buona idea, specialmente per i pesci, poverini! Penso che siano tragicamente scomparsi succhiati dalle pompe che riciclavano l’acqua fra le due fontane. Proprio una brutta idea! Roberto più tardi mi ha confessato che ogni volta che passava per piazza andava alla fontana con la sperava di rivederli.

Ho fatto altri giri nei giorni successivi ed é stato una buona occasione per rivedere vecchi amici.

Conclusione: é stata una nuova esperienza che non aveva nulla a che fare con le Fiere della mia infanzia.

Come temevo non c’erano più le bancherelle che vendevano le palline di pezza colorate piene di segatura con il lungo elastico.

Παντά ρέί! Tutto passa! Anche le palline di pezza colorate.

 

 

9 aprile 2009, Marblehead, MA USA                                                                                        

 

I  vostri commenti e correzioni a possibili inesattezze, scherzi della memoria, saranno apprezzati. Assieme possiamo ricostruire questo grande mosaico borghese. Mi raccomando, scrivete! Fausto Braganti      

 

ftbraganti@verizon.net

Facebook: Fausto Braganti

Skype:       Biturgus (de rado)

 

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