137 2015-09-15 M’Arcordo… de Baldino Mariucci de Castello.

grazie a Baldino abbiamo il permesso di mangiare

grazie a Baldino abbiamo il permesso di mangiare

<<Più Baldino.>>

Ecco cosa Tanya ed io abbiamo letto sul foglio di carta appeso sulla porta del ristorante e lui non era un convenzionato.

“Ecco, Baldino è una persona importante.” Questo lo sapevo già, quella scritta era solo una conferma che a Città di Castello s’aprivano le porte per Baldino Mariucci. Lui, assieme a Gabriella e Giovanna, ci aspettava e ci accolse con il suo indimenticabile sorriso e tanta cordialità, memorabile fu il pranzo a base di tartufi. Quella era la stagione giusta.

Ora Baldino se ne è andato, ci ha lasciato d’improvviso. Condivido come tanti, anzi tantissimi, la mia tristezza.

Tutto cominciò quando, leggendo “Pagine Altotiberine”, penso fosse la primavera del 2005, scoprii che uno di Città di Castello aveva scritto un libro a fumetti che prometteva d’essere interessante, almeno per me.

“… e gridarono Viva Maria”.

Ecco un argomento che mi ha da sempre incuriosito, e c’era stato un certo Baldino Mariucci che aveva avuto coraggio di scrivere su quegli eventi storici locali di cui si

la storia a fumetti

la storia a fumetti “e gridarono Viva Maria” di Baldino Mariucci

parla ben poco, oserei dire celati per ovvie ragioni. Direi non sono edificanti.

Io, nato a Sansepolcro e lontano da Castello, abito a Marblehead a nord di Boston (USA) non avrei trovato facilmente una copia del libro da queste parti. Pensai di chiedere ad un amico di comprarmelo, ma poi sapendo che dopo poche settimane sarei andato a Sansepolcro, decisi di aspettare. Non avevo molto tempo e corsi subito a Città di Castello e comprai il libro. Quello fu un viaggio breve e con un programma pieno d’appuntamenti, lasciai la lettura per il mio viaggio di ritorno, cosi i fumetti di Baldino mi fecero compagnia da Roma a Boston. Affascinante.

Scoprii il suo inimitabile talento nel narrare visualmente ed in un modo semplice la storia, rendendo con pochi tratti i personaggi vivi nelle loro passioni e coinvolgenti negli eventi vissuti. La storia è vita.

Dovevo conoscere l’autore. Mi fu facile trovare il suo indirizzo e gli scrissi una lettera. In un epoca in cui la posta elettronica cominciava già ad imperversare scrissi una lettera vera, con la penna e con tanto di busta e francobollo. Mi rispose a giro di posta. Poi anche noi passammo alla posta elettronica. Quasi coetanei scoprimmo d’avere vari amici in comune, e molti dei nostri ricordi collimavano. Ci furono anche varie telefonate e sempre con la promessa che al mio prossimo viaggio ci saremmo incontrati.

Incontrai Baldino e sua moglie Gabriella in persona alla mia cena di matrimonio alla Buca di Michelangelo a Caprese Michelangelo alla fine di luglio del 2006. Li avevo invitati.

luglio 1944 la Torre di Berta di Sansepolcro salta in aria, opera di Baldino Mariucci

luglio 1944 la Torre di Berta di Sansepolcro salta in aria, opera di Baldino Mariucci

Regalare qualcosa ad uno che si sposa a 60 anni, non è facile, dando per scontato che la coppia non ha bisogno di nulla per la casa, come nel caso dei novelli sposi.

Baldino mi portò qualcosa di speciale. Capii subito dalla forma del pacco ch’era un quadro, ma cosa? Prima d’aprirlo chiese scusa a mia moglie Pascale e mi pare proprio che lo fece in francese, dicendole che quello in fondo era un regalo solo per me. Poi proprio quando stavo per scoprire il contenuto aggiunse:

“Questo è un momento della storia tua cara città, ho cercato d’esprimere il tragico di quel momento, che voi Borghesi sentite ogni giorno, anche dopo tanti anni.”

Baldino aveva dipinto proprio quel momento, quando l’amata Torre di Berta fu fatta saltare in aria nell’estate del ’44.

Si, aveva ragione, quello era davvero un regalo di un gran significato personale. Aveva toccato la nota giusta. E posso anche dire che sono il fortunate proprietario d’un’opera di Baldino Mariucci. Ne son fiero.

Nel 2008 cominciai a scrivere una serie di brevi storie di memorie lontane, così nacque “M’Arcordo…” e Baldino ne fu un fedelissimo lettore e spesso fu generoso di commenti ed anche di suggerimenti riempiendo lacune. E spesso mi spronava a raccogliere il tutto, dovevo pubblicare un libro. Da parte mia anche ‘io lo pregavo, lo imploravo:

“Baldino, ti devi mettere al tavolino, c’è un altro libro da scrivere, da illustrare a fumetti con il tuo inimitabile stile. Devi raccontarci la storia di Garibaldi e la sua famosa marcia attraverso la nostra valle con i resti del suo esercito, dopo la caduta della Repubblica Romana nel 1849.”

Lui sorrideva:

“Scrivere, disegnare un libro, è un grande impegno, questa volta non credo che ce farei.”

Prima d’arrivare in Italia facevamo piani e quando possibile ci incontravamo per pranzo, gli piaceva venire a Sansepolcro ed il Fiorentino, il tavolo d’angolo accanto alla vetrinetta piena di ricordi, era il suo posto preferito. I nostri erano pranzi molto lunghi ed Alessio ed Alessia erano tolleranti con noi.  

Seguendo il suo consiglio ed anche quello d’altri finalmente lo scorso aprile sono uscito con il libro “M’Arcordo… Storie Borghesi” Avevo da tempo annunciato l’evento a Baldino

Ubaldo Mariucci e Fausto Braganti, mostra delle opera di Baldino a Citta' di Castello, novembre 2006

Ubaldo Mariucci e Fausto Braganti, mostra delle opera di Baldino a Citta’ di Castello, novembre 2006

ma subito e con gran tristezza mi disse che dato le sue limitazione non sarebbe potuto venire. Mi fu chiara la sua tristezza. Purtroppo dato i miei impegni ed il breve tempo a disposizione non potei andare a trovarlo e portargli una copia di persona. Incaricai un comune amico di farlo per me.

Un rammarico comune ci univa, il fatto che ci eravamo conosciuti tardi, da grandi. La grande distanza che ci separava non permetteva di coltivare ed approfondire un’amicizia che sapevamo avere radici profonde per simili interessi e valori, anche se in teoria eravamo “differenti”: lui de Castello e io del Borgo. L’amore ed il rispetto per la nostra storia e tradizioni ci accomunava.

Proprio per il suo grande amore per Castello, la sua gente e la sua storia voleva fare tutto il possibile che il passato fosse rispettato e soprattutto non dimenticato.

Invito tutti i Castelani a continuare la sua causa di fare tutto il possibile per salvare il monumento di Garibaldi.

Mi unisco alla famiglia e tutti voi nel cordoglio.

Baldino carissimo, questo e’ un M’Arcordo… che non avrei volute scrivere.

Post Scriptum: una nota sul “Viva Maria”.

Non è facile parlare di quegli eventi della fine del settecento, anche se son passati più di duecento anni, ed essere obbiettivo. Mi pare che sia inevitabile: doppiamo scegliere da che parte schierarsi, o ti metti coi Giacobini o con i Sanfedisti pur conoscendo che eccessi e crudeltà furono commessi da ambo le parti. A Città di Castello, nella Val Tiberina, ad Arezzo e nel Valdarno si scontrarono due mondi, due culture come in Calabria, in Vandea ed in Bretagna. Nel nome della Fede e della Ragione furono commessi terribili massacri, ma in fondo erano solo uomini che, da una parte o dall’altra, volevano il potere. C’erano quelli che volevano mantenere lo status quo e quelli che lo volevano mutare. Un fattore li accomunava, ambo le parti promettevano che il loro sarebbe stato un mondo migliore. Il popolino o le truppe che li seguivano avevano obbiettivi più contingenti: la promessa del saccheggio era più che sufficiente a spronarli.

Ho riletto il libro di Baldino, tutto d’un fiato. Come ho già scritto Baldino è riuscito a far rivivere personaggi grandi e piccoli e con sui disegni ci ha coinvolto nelle loro passioni, la storia diventa vita.

Suggerisco a tutti di farlo. Ora rileggerò gli altri, il libro sui Vitelli e quello della Storia Tifernate, mi posso vantare di averli e ne son fiero, forse sono le uniche copie negli Stati Uniti?

Ho sentito parlare del “Viva Maria” per la prima e brevemente, un breve accenno del professore di storia che era comunista e sindaco di Sansepolcro, quando ero in V liceo e poche volte dopo. Qualcuno mi disse che ci fu anche un eccidio di ebrei a Sansepolcro. Ma sarà vero?

Ho delle domande a cui vorrei trovare una risposta. Ma dove furono seppelliti i soldati francesi uccisi al Cassero? 150 cadaveri son tanti e non erano i soli.

Ed i miei avi (Braganti, Ligi e Laurenzi di Selci, San Giustino e Monte Santa Maria) da che parte si misero? Erano poveri contadini, probabilmente seguirono la Madonna.

 

Marblehead, 15 settembre 2015

copertina

Ho recentemente pubblicato il libro “M’Arcordo…Storie Borghesi” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro. Questo è un breve filmato dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 2015.

Presentazione del libro M’Arcordo…

 Il mio blog fotografico https://1dailyphoto.wordpress.com/

E questo è il sito dedicato al http://il-dottore-fotografo-alla-grande-guerra.com/

 

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