153 M’Arcordo… il 15 dicembre 1969

Firenze, via Laura, Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri.

100 anni di laureati

 

“Congratulazioni dottor Braganti, voglio essere il primo a chiamarla dottore.”

Alfio era fuori della porta e con queste parole mi salutò tendendomi la mano sorridendo, sembrava soddisfatto; avevo raggiunto quella tappa così importante grazie anche a lui. Avevo appeno finito di discutere la mia tesi di laurea di Diritto del Lavoro con il professor Ravà. I membri della commissione di laurea mi strinsero la mano; ero diventato il 2874simo laureato del Cesare Alfieri. Italo Barbo (462esimo, 1920) e Alessandro Pertini (676esimo, 1924) e tanti altri più o meno famosi mi avevano preceduto. A quei tempi la tradizione della corona d’alloro non era ancora arrivata.

Son passati 50 anni, oggi.

Ma chi era Alfio Rigacci? Si, aveva anche un cognome che pochi conoscevano, infatti questa mattina ho chiesto ad un amico che me l’ha ricordato. Alfio era un’istituzione, non so quale fosse il suo titolo, la sua qualifica professionale, di certo non era un bidello, infatti non faceva le pulizie; forse un custode? Sarebbe meglio paragonarlo al portiere d’un grande albergo che sa tutto di tutti ed è sempre pronto a risolvere i problemi. In questa foto scattata durante una mia visita nel 1986 Alfio è tutto preso nel distribuire la pasta nelle cassette dei veri professori. Anche quella volta, 17 anni dopo la mia laurea, mi riconobbe e subito mi chiamò “Dottor Braganti”.

Mi ero iscritto a Scienze Politiche alla fine del 1963, e fu proprio Alfio che mi aiutò ad ottenere le firme dei professori di due corsi che avrei dovuto frequentare fuori corso mentre studiavo ancora Farmacia. A gennaio 1964 diedi due esami, che superai senza problemi, quelli di diritto sarebbero venuti poi per farmi soffrire. Finii tutti gli esami ai primi del 1968, prima dell’occupazione, a settembre andai a lavorare a Londra e ritornai a Firenze a novembre 1969 per finire la tesi e preparami a quel gran giorno, già sapevo che avrei preso una strada, ancora sconosciuta, che mi avrebbe portato lontano.

Quel lunedì mattina quando andai in facoltà tutti parlavano, speculavano su quello che era successo solo tre giorni prima a Milano, l’attentato in piazza Fontana. La discussione della mia tesi, come quelle degli altri laureandi, sembrava esser passata in secondo piano, sembrava che tutti volessero fare alla svelta, c’era molta tensione nell’aria.

Dopo due giorni parti per Londra.

Oggi, 50 anni dopo, voglio ricordare il signor Rigacci, grazie Alfio!

Fausto Braganti 

ftbraganti@verizon.net 

Marblehead, 15 dicembre 2019

 

PS: dopo la pubblicazione di questo ricordo nel mio blog ho avuto molte testimonianze di quanto la memoria di Alfio fosse cara a tanti di noi Alfierini, mi pare giusto riportarne una in particolare che mi era sconosciuta.

Spiros Stella Alfio aveva una memoria prodigiosa. Non solo si ricordava di tutti i professori e assistenti, ma anche di ogni studente. Ci dava a tutti indistintamente del tu, per passare con deferenza al lei e al titolo di dottore appena ci siamo laureati.
Praticamente i piani di studio ce li faceva lui, ci consigliava i corsi da seguire, quali testi studiare, i seminari da frequentare. Se ex post dovessi assegnargli un titolo professionale, lo chiamerei senza indugio TUTOR, figura oggi istituzionale in ogni facoltà, che durante i miei anni alla Cesare Alfieri non esisteva, ma cui lui assolveva con incredibile e professionale efficienza. Schiere di studenti devono essergli grati e riconoscenti, io gliene sono sicuramente.

  • Spiros Stella Ho ancora un aneddoto da raccontare su Alfio, per una scena cui ho assistito personalmente.
    Un tardo pomeriggio di non ricordo quale data, forse dell’83, noto una certa fibrillazione al 48 di via Laura, e subito si sparge la notizia che l’allora presidente della Repubblica, nonché Alfierino, Sandro Pertini sta arrivando in facoltà per una visita improvvisata. La facoltà era insolitamente vuota, ma si schierano all’ingresso del secondo piano i professori li presenti, compreso il preside Luigi Lotti. Pertini esce dall’ascensore e si dirige verso i docenti; ma non appena vede Alfio, lì da una parte, cambia strada ignorando i professori, e va verso di lui, lo abbraccia chiamandolo per nome, e gli dice che il mese prossimo sarà convocato in Quirinale per conferirgli il cavalierato, nomina che avvenne puntualmente per motu proprio presidenziale.
  •  Giuseppe Garbarino Carla Voltolina Pertini a 51 anni, riprese a frequentare l’università, prendendo una prima laurea alla Cesare Alfieri di Firenze (dove il marito si era laureato nel 1924) e qui era un giovanissimo Alfio… quel giorno Pertini portò il saluto anche della moglie Carla…

 

 

Il libro “M’Arcordo…Storie Borghesi” può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro.  

Questo è un breve filmato di Pascale dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 2015. 

https://www.youtube.com/watch?v=Cuj_L36JYeQ

 

 

Una Risposta to “153 M’Arcordo… il 15 dicembre 1969”

  1. Eros Chiasserini Says:

    Buongiorno Fausto,
    ho letto con piacere il tuo ultimo m’arcordo che gentilmente mi hai inviato. Come sempre graditissimo e sempre in attesa di tuoi ulteriori scritti/ricordi. Approfitto per farti, unitamente alla tua famiglia, i più sentiti Auguri di Buone Feste ed un “borghese” abbraccio,

    Eros

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