039 M’Arcordo (di Giuliana Achilli)… di quando ero alunna della Prof.ssa di francese Madame Mercati…la mi’ mamma.

la Giugi 'n collo a la su' mamma, ferragosto 162

 

              Ho frequentato la scuola media a Sansepolcro con il “vecchissimo” ordinamento, quando cioè le scuole dell’obbligo terminavano con la licenza elementare e l’accesso alla scuola media era condizionato da un esame di ammissione.

Poiché, all’epoca, la scuola media era decisamente una scuola “di classe” (nell’accezione ben evidenziata nel libro “Lettera ad una Professoressa”), fui iscritta di “diritto” alla sezione “A” (la migliore nella top ten delle sezioni!) in quanto figlia di un’insegnante.

Mia mamma, insegnante di francese, insegnava  proprio nelle sezioni “A” della scuola media “Luca Pacioli”. Malgrado la mia giovane età, non rimasi particolarmente colpita dal fatto di avere mia mamma come insegnante, anche perché mio fratello aveva già fatto questa esperienza senza provare né disagio né particolari difficoltà. Di un fatto però mi accorsi immediatamente, provandone anche imbarazzo con i miei compagni di classe, mia mamma, in classe, si “sdoppiava”. A casa era una madre amorevole, in classe diventava una persona severissima.

Ricordo che quando entrava in classe, tutti (eravamo trenta, e, per di più, particolarmente scalmanati) ci alzavamo  in piedi in silenzio aspettando, per sedersi, il suo “Bonjour! Asseyez-vous”. Di colpo, l’intera classe, rispondendo al saluto, in francese, si sedeva, rimanendo ammutolita sino all’apertura del registro di classe. Ovviamente, chiamava tutti gli alunni per nome, compresa me, con un’unica eccezione, quando interrogava. Al momento delle interrogazioni, apriva il registro e chiamava tutti, compresa me, per cognome. Devo confessare che mi faceva molto divertire sentire mia mamma dire: “Achilli, vieni all’interrogazione!”

Da piccola illusa, un privilegio, però, pensavo all’epoca di averlo! Quando avevamo il compito in classe, sia una traduzione che un dettato, mia mamma tornava a casa, portando con sé i compiti da correggere, con il mio compito già corretto e con il voto ed il giudizio assegnati.

Sono stata convinta per anni che il cuore di mamma era tale da farle sentire la necessità di verificare subito le mie capacità scolastiche! Ed invece non era proprio così! Mi ha infatti confessato, dopo anni, che correggeva immediatamente il mio compito per evitare che io, a casa, potessi apportare delle correzioni ad errori di cui mi ero già accorta, avendo la possibilità di usare la stessa penna e avendo tutto il tempo a disposizione per riguardare il compito fatto in classe!

Sempre dopo anni, mi ha anche confessato che la sua preoccupazione maggiore, nell’avere i propri figli come alunni, è stata quella di non dare adito ad illazioni su possibili disparità di trattamento. Per questo, così mi ha detto, sia a mio fratello che a me ci ha sempre dato un voto in meno!

 

Mi è venuta voglia di raccontare tutto questo dopo aver letto “M’Arcordo…i Giornalini” scritto da Bernardo Monti. Ebbene Bernardo Monti e Sandro Rondoni (citato da Bernardo come uno dei redattori dei Giornalini di Natale) sono stati due dei trenta scalmanati che rispondevano in classe, con me ed altri ventisette, a mia mamma “Bonjour, madame”! Ed un senso di malinconia mi pervade pensando con tanto affetto a quei cari che ci hanno lasciato cosi presto: Sergio Batti e Massimo Inghirami.

Devo comunque dire che la migliore classe che mia mamma ha avuto (me lo ha ripetuto all’infinito!!!) in tutta la sua lunga esperienza di insegnante è stata proprio quella classe di cui io ero una dei trenta.

Non so se gli altri miei compagni si ricordano dell’ultima versione, a fine anno scolastico della terza media, che lei ci ha dato da tradurre, prima degli esami finali di terza media. Si intitolava “Jeanne D’Arc”. Ebbene, la versione era infarcita di regole e di eccezioni, di tempi verbali e di consecutio temporum, era insomma di una difficoltà elevatissima.

Dopo molti anni, mia mamma, che già insegnava alle superiori (Istituto Tecnico), ha proposto la stessa versione alle classi di quinta. Trovandomi casualmente a Sansepolcro, a casa dei miei, mi misi a guardare i compiti che mia mamma aveva a casa da correggere e scoprii che aveva riproposto  “Jeanne D’Arc”!

Dinanzi al mio risentimento (a noi in terza media e agli altri in quinta superiore!), lei mi confidò candidamente che era stata costretta anche a modificarla per rendere la versione meno difficile  perché il livello era decisamente inferiore a quello della nostra classe delle scuole medie!

 

Firenze, 30/12/2008

 

 

Madame Mercati non fu la mia insegnante di francese alle medie, io avevo Madame Batti. La conoscevo bene, era amica di famiglia ed era la figlia della Maria Cocciaia e c’era forse qualcuno che non conosceva la Maria? Aveva la bottega davanti al duomo ed era un’istituzione. Inoltre d’estate s’andava al mare nella stessa pensione.

Nella primavera del ’55, pochi mesi prima degli esami di terza media, i miei decisero che avevo bisogno d’andare a ripetizione di francese. Fu una buon’idea.

Ricordo la sua casa giù per Sant’Agostino, la stanza dove mi dava lezione. Ricordo i figli Claudio e Giuliana, che tutti chiamavano Giugi. A quei tempi ero eternamente svogliato, ma quella fu uno dei rari momenti in cui mi piaceva studiare. Gli esami andarono bene: Merci Madame Mercati!

            Poi me ne andai dal Borgo.

 Quando artornavo e la incotravo per la Via Maestra, sempre elegante e sorridente, era per me un gran piacere.

“Bonjour Madame!” e sapevo che era contenta di vedermi . Avevamo sempre una piacevole conversazione, spesso in francese, voleva sapere di me, mi parlava dei figli con orgoglio, la vedevo serena.

Storico fu l’incontro alla pasticceria Tacconi, e penso che fu l’ultima volta che la vidi.
           
“Bonjour Madame, je suis tres content de vous presenter Pascale, ma femme. Elle est française.”

E lei mi sorrise con soddisfazione.

“Elle est prof de Français.”

Allora il suo sorriso divenne radioso e mi bació.

La voglio ricordare così.

 

“Merci Giugi, per avermi arcordato la tu’ mamma.”

 

 

2 gennaio 2009, Marblehead, MA USA     

                                                                                 

Fausto Braganti      

 

ftbraganti@verizon.net

Facebook: Fausto Braganti

Skype:       Biturgus (de rado)

 

2 Risposte to “039 M’Arcordo (di Giuliana Achilli)… di quando ero alunna della Prof.ssa di francese Madame Mercati…la mi’ mamma.”

  1. franca Says:

    Rosina Mercati mi ha insegnato francese alla Scuola Media Statale Michelangelo Buonarroti ed era la compagna di scuola di mia madre Santina. Ottima insegnante e persona squisita. Ne ho un piacevolissimo ricordo!!!

    • Paola Podda Says:

      anch’io ho un bellissimo ricordo della professoressa Achilli. E’ stata la mia insegnante di francese alla Scuola Media e po anche all’Istituto Tecnico, inoltre è stata una collega e un’amica carissima della mia mamma, professoressa di matematica e scienze alla scuola media. Grazie a lei riesco, anche se con un po’ di inevitabile ruggine, a leggere e a capire la lingua francese. Mi ricordo le sue lezioni (tutte rigorosamente in lingua francese) su Parigi, tanto che quest’anno sono andata in questa meravigliosa città e, nonostante abbia dato l’esame di maturità nel lontanissimo ’81, mi sono sentita come guidata dai ricordi. Grazie bellissima ed elegantissima Signora Achilli!

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